LA PAURA DEL COINVOLGIMENTO AFFETTIVO

Nel corso della propria vita si può costantemente sperimentare la difficoltà ad instaurare legami affettivi profondi, a coinvolgersi in relazioni d’amore o amicali significative, mantenendo i rapporti ad un livello superficiale. Non significa essere socialmente isolati, al contrario. Spesso e volentieri si partecipa in modo attivo agli eventi sociali, si interagisce con gli altri, si intrattengono rapporti di conoscenza con tantissime persone, dando l’impressione di avere molti amici o si hanno numerose avventure con partner dell’altro sesso. In realtà con nessuno di loro si riesce però a creare una connessione profonda.  Nonostante la facilità dei primi approcci, si fugge da relazioni più profonde, in quanto percepite come fonte di sofferenza, perché espongono alla possibilità di essere rifiutati, abbandonati o perché possono generare conflitti. Per evitare di soffrire si sceglie allora di farsi non coinvolgere troppo nei rapporti e di fuggire o scomparire quando una relazione comincia a diventare più profonda, in quanto percepita come opprimente, una perdita di tempo, un ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi personali. Si vive con la convinzione di non voler rinunciare alla propria indipendenza, di non aver bisogno di nessuno, con l’idea che sia di gran lunga preferibile dedicare tempo alla propria realizzazione personale o professionale, in una sorta di anestesia emotiva.

Questa modalità di vivere le relazioni nasconde in realtà una grande paura dei legami affettivi, poiché una relazione intima genera la sensazione di perdita di controllo sulla propria vita. Mantenere una distanza di sicurezza diventa necessario per sentirsi sicuri e per non rischiare di sentire il bisogno dell’altro e diventarne dipendenti. La vulnerabilità, il bisogno di essere confortati o supportati sono percepiti con disprezzo. Ci si convince che la mancanza d’intimità nei rapporti non rappresenti un problema, tuttavia si avverte un senso di infelicità, disperazione e un grande senso di vuoto, per i quali si prova vergogna. La psicoterapia può aiutare a indagare le cause profonde del timore di relazioni profonde, continuative e durature. Generalmente  queste difficoltà nelle relazioni presenti derivano da un rapporto con figure genitoriali fredde, distaccate, trascuranti che ha spinto a crescere con la convinzione che i propri bisogni fossero eccessivi o non importanti e di dover fare affidamento solo su se stessi, oppure derivano dall’aver vissuto storie sentimentali finite male con partner abbandonici o dall’aver subito esperienze traumatiche, come la morte precoce di un genitore. La psicoterapia è un percorso necessario, anche se doloroso, per avvicinarsi alle parti più fragili ma autentiche di sé, a riconoscere che il bisogno dell’altro è umano e legittimo. Per riuscire, col tempo, a lasciarsi andare, trovare il coraggio necessario per ammettere che la propria felicità possa dipendere anche da qualcun’ altro e per riuscire a vivere relazioni in cui diventi possibile amare e lasciarsi amare.

Dott.ssa Caterina Foti

Psicologa, Psicoterapeuta a Carate Brianza e Desio (MB).

N. Ordine Psicologi della Lombardia 03/9153

Per informazioni: caterina.foti30@gmail.com

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