AMBITI  E MODALITA’ DI INTERVENTO

L’intervento è rivolto alla persona e alla sua domanda di aiuto (che può essere fin da subito esplicitata oppure inizialmente abbozzata o non chiaramente riconosciuta o espressa dalla persona).

 

In ambito clinico (consulenza psicologica, psicoterapia individuale e di coppia, sostegno alla genitorialità) lavoro con  adulti, coppie, adolescenti, bambini e genitori che vivono situazioni di sofferenza, disorientamento psicologico o conflitto.

 

La modalità è quella del colloquio in studio. Il colloquio clinico e la seduta di psicoterapia individuale hanno la durata di 45 minuti, mentre i colloqui di consultazione o psicoterapia di coppia hanno la durata di 75 minuti.

 

Il percorso di consulenza psicologica e di psicoterapia hanno come presupposto fondamentale e necessario la firma da parte del paziente del modulo di consenso informato alla prestazione professionale.

 

Il mio interesse è orientato anche alla psicologia scolastica: propongo consulenze e progetti psicoeducativi rivolti agli asili nido, alla scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Le modalità e le tempistiche di intervento, all' interno degli istituti, sono concordati con il dirigente scolastico e gli insegnanti referenti per i progetti.

 

Mi occupo inoltre di alcune tecniche di rilassamento, in particolare di training autogeno, che possono essere utilizzate come integrazione alla psicoterapia o nell' ambito della psicologia del benessere.

 

 

CONSULENZA PSICOLOGICA E PSICOTERAPIA

 

Possono richiedere un colloquio gli adulti che avvertono la necessità di un sostegno, di una consultazione psicologica o di una psicoterapia individuale per un malessere legato a:

- disturbi d'ansia

- depressione e altri disturbi dell' umore

- disturbi di personalità

- stress

- problematiche relazionali (ad es. incapacità di costruire o mantenere rapporti di amicizia, difficoltà a fidarsi degli altri, incapacità di ingaggiarsi in relazioni sentimentali soddisfacenti o timore nel mettersi in gioco in una relazione di coppia, conflittualità familiari, difficoltà nella gestione dei rapporti interpersonali in ambito professionale)

- scarsa autostima (ad es. sentire di non avere valore, di non essere riconosciuti dagli altri, avere l'impressione che le proprie opinioni o i propri desideri non siano importanti, difficoltà ad affermare le proprie idee e i propri bisogni)

- cambiamenti legati a particolari eventi di vita (ad es. lutti, malattie, perdita del lavoro, cambiamenti in ambito professionale, separazione o divorzio, ingresso all'università, trasferimenti in un'altra città)

- disagio esistenziale (ad es. difficoltà a riconoscere/capire i propri desideri, mancanza di obiettivi, incertezza rispetto al proprio futuro)

L'obiettivo è quello di aiutare la persona a acquisire una maggior conoscenza di sè, a riconoscere e comprendere le proprie dinamiche comportamentali e relazionali non adattive rispetto al proprio contesto di vita, a prendere contatto con emozioni, impulsi o pensieri che possono suscitare paura e travolgere (e per questo essere considerati "indicibili"), a scoprire o riscoprire le proprie potenzialità, a diventare artefice del proprio cambiamento, migliorando la qualità della propria esistenza.

 

Possono richiedere una consultazione o psicoterapia di coppia le coppie che, a seguito di difficoltà strutturali (cioè presenti dall'inizio del rapporto), difficoltà legate a crisi evolutive (ad es. l'inizio di una convivenza, la nascita di un figlio, il nuovo lavoro di uno dei partner, trasferimenti in un'altra città), difficoltà legate ad un evento traumatico (ad es. l'aborto, la morte di un figlio, una grave malattia) manifestano una sofferenza psicologica e relazionale rispetto:

- alla sensazione di un mancato accoglimento/soddisfazione dei propri desideri e delle proprie aspettative da parte del partner

- al disinvestimento affettivo di uno o entrambi i partner (con ricerca di stimoli esterni alla coppia, ad es. una relazione extra-coniugale)

- alla sensazione di essere allontanati, esclusi o estromessi dalla vita del partner

- alla presenza di una forte conflittualità, che può tradursi in litigi o agiti aggressivi

- all'intrusività o all'eccessiva gelosia di uno dei partner

- all'idea di non essere riconosciuti, considerati, sostenuti dal partner

- alla mancanza di dialogo e comunicazione

- a problematiche nella sfera sessuale

- al desiderio di uno dei partner di separarsi o alla difficoltà di entrambi nel portare avanti una separazione, anche se condivisa

- alla difficoltà di riparare il legame di coppia

Attraverso un percorso psicologico, la coppia può acquisire consapevolezza delle proprie dinamiche relazionali, comprendere meglio atteggiamenti, comportamenti, credenze, vissuti emotivi  che influiscono nella relazione, imparare a gestire meglio i conflitti, a incrementare la comunicazione, a migliorare la qualità della vita a due, a riappropriarsi di un progetto di vita comune o eventualmente arrivare a considerare la possibilità di una separazione come ragionevole e accettabile.

 

La consultazione e la psicoterapia individuale è un percorso a cui possono accedere anche gli adolescenti che manifestano un disagio o una sensazione di smarrimento legate a :

- difficoltà nelle relazioni con i coetanei (ad es. paura del giudizio, incapacità di esprimere i propri desideri o le proprie idee agli altri, difficoltà nel costruire o mantenere rapporti di amicizia o sentimentali, insicurezza o timidezza eccessiva, manifestazioni di rabbia e aggressività)

- difficoltà scolastiche (ad es. ansia da prestazione scolastica, disinteresse per lo studio, difficoltà a raggiungere risultati soddisfacenti)

- insoddisfazione di sè e rispetto al proprio corpo

- mancanza di una progettualità per il futuro o incertezza rispetto agli obiettivi da raggiungere

- dubbi rispetto al proprio orientamento sessuale

- difficoltà nel rapporto con i genitori, con i fratelli o sorelle o con altri adulti di riferimento (ad es. conflittualità, sensazione di non essere riconosciuti, capiti, accolti nei propri bisogni o desideri, sensazione di essere trattati da bambini o di essere eccessivamente responsabilizzati, mancanza di dialogo)

- crisi legate ad eventi di vita particolari (ad es. ingresso alla scuola media o alla scuola superiore, lutti, trasferimenti in un'altra città, separazione/divorzio dei genitori)

- essere vittima o artefice di atti di bullismo

L'adolescenza rappresenta infatti un periodo di molteplici cambiamenti (fisici, affettivi, relazionali), durante il quale ogni ragazzo/a deve affrontare nuovi compiti evolutivi, caratterizzati dall'assunzione graduale di maggiori responsabilità. Soprattutto l' adolescente deve ridefinire la propria identità e cominciare a delineare il proprio percorso esistenziale. Questo processo è parte della vita, ma può spesso innescare dubbi, crisi, malessere, che hanno ripercussioni sulla vita quotidiana. Nel percorso terapeutico l'adolescente viene accompagnato in questo percorso di cambiamento e aiutato a risolvere in modo costruttivo la crisi, così da poter sviluppare e consolidare la propria personalità. La consulenza e la terapia con l'adolescente prevedono il coinvolgimento attivo dei genitori per condividere con lo specialista pensieri ed emozioni relative alle diverse fasi del trattamento e al processo di cura e per aiutare il proprio figlio o la propria figlia a sentire davvero il desiderio di supporto e  comprensione dei propri adulti di riferimento.  E' importante però che l'adolescente sappia di avere uno spazio "riservato e protetto" per poter manifestare liberamente i propri vissuti emotivi e i propri pensieri; questo è il motivo per cui  potrà concordare con lo specialista i contenuti da riferire ai genitori (a meno che non si tratti di comunicazioni ritenute preoccupanti per la salvaguardia della salute o del benessere del ragazzo o della ragazza).

 

Anche i bambini, in alcune fasi del loro sviluppo potrebbero vivere situazioni di disagio o sofferenza psicologica che non esprimono attraverso le parole, ma attraverso sintomi, blocchi evolutivi, difficoltà relazionali o comportamentali. La consulenza psicologica e la psicoterapia con il bambino permettono di far luce sul processo di crescita, attraverso il gioco, il disegno ma anche attraverso l'ascolto e l'osservazione delle dinamiche relazionali con i genitori, i coetanei, gli insegnanti. L'obiettivo è quello di aiutare il bambino a recuperare il benessere emotivo e a diventare consapevole delle proprie risorse, rafforzandone così l'autostima e il senso di identità. Un percorso psicologico potrebbe essere utile nelle situazioni di:

- difficoltà di socializzazione e relazione con coetanei e adulti

- difficoltà di separazione dalle figure genitoriali

- difficoltà comportamentali (ad es. gestione dell' aggressività e della rabbia, manifestazione di comportamenti apparentemente "privi di senso" o "incomprensibili")

- difficoltà di adattamento alla realtà circostante e ai cambiamenti di vita

- disturbi del controllo sfinterico

- depressione

- ansia, paure, fobie

- scarsa autostima

- problematiche legate alla scuola (ad es. difficoltà di inserimento, ansia da prestazione scolastica o fobia scolastica, mancanza di interesse per la scuola, difficoltà di attenzione e concentrazione, difficoltà a raggiungere risultati soddisfacenti, difficoltà nel rapporto con gli insegnanti)

- scarse autonomie personali a fronte di normali compiti evolutivi

- malessere legato alla separazione/divorzio dei genitori, alla morte di un genitore o di una persona cara

- difficoltà ad accettare la nascita di un fratello/sorella

Anche il percorso psicologico con il bambino prevede la partecipazione attiva dei genitori. I genitori sono i maggiori esperti dei propri figli, coloro che più di tutti hanno la motivazione a vederli crescere sani. Per questa ragione i genitori avranno periodicamente dei momenti di confronto con lo specialista rispetto a quanto emerge nel percorso di cura del proprio bambino. Attraverso la mediazione del terapeuta, i genitori potranno comprendere e riconoscere il significato insito ai comportamenti problematici del bambino e imparare ad essere essi stessi lo strumento per costruire una relazione affettiva "sufficientemente" buona e  supportiva, che possa essere interiorizzata dal bambino come modello ed utilizzata come base sicura per iniziare a costruire la propria identità e relazionarsi  positivamente con la realtà circostante.

 

Possono intraprendere un percorso di sostegno alla genitorialità, per riflettere sulle modalità utili per esercitare una genitorialità efficace e accrescere così le proprie competenze educative, i genitori che vivono un momento di empasse o disorientamento dovuti:

- ai cambiamenti legati alla nascita di un figlio

- alla gestione delle problematiche relazionali, comportamentali, emotive e scolastiche dei figli

- alla gestione dei figli in fase di separazione o divorzio

- alla conflittualità o alla mancanza di dialogo nel rapporto con i figli

- alla malattia o alla disabilità di un figlio

- alla difficoltà nel riconoscere e accettare l'autonomia dei figli

- alla difficoltà di stabilire regole e limiti nell' educazione dei figli

- all'impossibilità di entrambi i genitori di individuare strategie condivise nell'educazione dei figli

- alla confusione dei ruoli genitoriali

Un percorso psicologico, infatti,  può aiutare i genitori ad acquisire maggior consapevolezza rispetto a situazioni ed emozioni insite al rapporto con i figli, ad affrontare il dolore, la rabbia, le delusioni, il senso di solitudine o i vissuti di inadeguatezza, a ridefinire l'immagine di sè come genitori e individui, a recuperare le proprie capacità, così da  trovare soluzioni possibili ai problemi che si sono presentati nel percorso di crescita dei figli.

 

PSICOLOGIA SCOLASTICA

 

In qualità di psicologa offro la mia collaborazione presso asili nido, scuole dell'infanzia, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per progetti di psicologia scolastica, in particolare:

- consulenze psicoeducative (progetti inerenti l'educazione alle emozioni, la gestione della rabbia a scuola, l' affettività-sessualità, l' orientamento scolastico)

- sportelli di ascolto e consulenza psicologica  rivolti a studenti, genitori, insegnanti

- incontri rivolti ai genitori inerenti tematiche dell' età evolutiva

- osservazioni in classe

- affiancamento e formazione agli insegnanti

 

TRAINING AUTOGENO

 

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento ideata nella prima metà del XX secolo dal neurologo e psichiatra tedesco J. H. Schultz, utilizzata sia in ambito psicoterapico che nell'ambito della psicologia del benessere. Prevede l'insegnamento di un protocollo di allenamento, basato su esercizi che si riferiscono a sei distretti fisiologici: muscolare, vascolare, cardiaco, respiratorio, addominale e cefalico. L'allenamento (training), se effettuato in modo costante, consente di raggiungere uno stato di calma e rilassamento che si genera da sè (autogeno). Questa metodologia ha l'obiettivo di rendere gradualmente il paziente indipendente e non vincolato al terapeuta/trainer, diventando lui stesso promotore del proprio miglioramento e benessere.

 

Il TA è utile nel momento in cui la tensione nervosa accumulata durante la giornata diventa così elevata da manifestarsi con segnali di disagio fisico (gastrite, alterazioni del battito cardiaco, cefalea, blocchi muscolari ecc.) o psicologico (ansia, agitazione, insonnia, irritabilità, irrequietezza, difficoltà nel gestire la rabbia ecc.). Mediando tra mente e corpo e ripristinando l'armonia tra le due parti, permette di distendersi, ridurre il livello di stress e tensione e ristabilire l' equilibrio psicosomatico agendo a livello fisiologico e psicologico. Se effettuato regolarmente, rappresenta anche un'ottima misura preventiva contro l'insorgere di condizioni psicofisiche patologiche.

 

Il training autogeno puo' essere utile in particolar modo per

- il recupero delle energie psico-fisiche

- la riduzione della stanchezza e delle sensazioni dolorose

- la diminuzione dell'insonnia e della difficoltà ad addormentarsi

- l'autoregolazione del ritmo cardiaco, la diminuzione della tachicardia e bradicardia, il miglioramento della circolazione sanguigna e della temperatura corporea

- la normalizzazione della pressione arteriosa e della digestione

- il miglioramento di alcuni disturbi di origine psicosomatica (ad esempio gastrite, colon irritabile, cefalea vasomotoria, dismenorrea, stipsi, eczemi, dermatiti, psoriasi, alopecia, asma)

- la riduzione degli stati ansiosi

- l'incremento dell' autocontrollo emotivo di fronte ad eventi stressanti

- l' acquisizione di una maggior capacità di introspezione, autocoscienza, autoconsapevolezza

- il miglioramento delle prestazioni lavorative, scolastiche, sportive attraverso il potenziamento dell'attenzione, della concentrazione, della memorizzazione, lo scaricamento dell'ansia e dell'emotività, la riattivazione dell'iniziativa personale, l'aumento del senso di autoefficacia

- la preparazione psicofisica al parto

 

Tuttavia è controindicato per persone affette da gravi patologie cardiache (ipertensione, infarti recenti), da colite ulcero-emorragica, per persone con tratti ossessivi o ipocondriaci, per persone affette da psicosi o gravi stati depressivi, per pazienti con ritardi cognitivi e in generale per tutte le persone che non sono motivate all'impegno e all'attivazione personale per il raggiungimento degli obiettivi.

 

Il protocollo prevede:

- un colloquio preliminare motivazionale/anamnestico (per verificare lo stato di salute e accertarsi che non siano presenti nella persona patologie controindicate alla tecnica o che richiedano una modifica degli esercizi o l'integrazione con altre metodologie)

- 8 incontri (a cadenza settimanale) per l' apprendimento degli esercizi

 

Per acquisire la tecnica è necesssario dedicare anche del tempo all'allenamento a casa.

 

Il traning autogeno è una metodologia adatta agli adulti, adolescenti, bambini.

Con i bambini di età inferiore ai 12 anni il protocollo viene insegnanto attraverso giochi di rilassamento e fiabe.

 

Si organizzano sedute individuali e di gruppo (min 4/max 8 persone).

 

A seconda delle esigenze e delle problematiche del paziente, il training autogeno può costituire un'integrazione al percorso di consulenza psicologica o di psicoterapia individuale.

 

 

RILASSAMENTO MUSCOLARE PROGRESSIVO DI JACOBSON E RILASSAMENTO FRAZIONATO DI VOGT

 

Il rilassamento muscolare progressivo è una tecnica di rilassamento ideata negli anni trenta dal medico statunitense E. Jacobson ed è basata sull'alternanza contrazione/distensione di alcuni gruppi muscolari e sull'osservazione delle sensazioni corporee che ne derivano. Si basa sull'idea che il livello di tensione muscolare sia condizionato dallo stato emotivo della persona, evidenziando una relazione tra muscoli, emozioni e pensiero. Imparando gradualmente a rilassare e distendere i muscoli è possibile ridurre il disagio psicologico. E' una tecnica utile per sciogliere rapidamente stati di tensione, ansia, stress e insonnia. Non ha controindicazioni ed è indicata per le persone che non riescono a praticare il training autogeno, che hanno difficoltà a rilassare la muscolatura o a lavorare con il corpo.

 

Il rilassamento frazionato è una tecnica ideata dal neurologo O. Vogt, contemporaneo di Schultz, con cui collaborò.  Ha immediatamente preceduto il training autogeno e ne è precursore. Meno complesso del TA e privo di controinidicazioni, ha l'obiettivo di far rilassare singoli segmenti corporei "un pezzo alla volta", focalizzandosi su ciò che accade spontaneamente nel corpo e nella mente, partendo dai piedi e dalle gambe, fino alla decontrazione totale. Come il rilassamento muscolare progressivo, può essere utilizzata come tecnica a sè oppure come introduzione al training autogeno.

Dott.ssa Caterina Foti

Psicologa, Psicoterapeuta a Carate Brianza e Desio (MB).

N. Ordine Psicologi della Lombardia 03/9153

Per informazioni: caterina.foti30@gmail.com

Per appuntamenti: 3398184178

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