L'ESPERIENZA DELL'ANSIA

In questi ultimi anni molte persone si rivolgono ad un terapeuta per problemi legati a manifestazioni ansiose, nelle sue molteplici tipologie (attacchi di panico, ansia sociale, ansia generalizzata, disturbo ossessivo-compulsivo ecc.), caratterizzate da diversi sintomi e livelli di intensità. L’ansia infatti si presenta sotto diverse forme: c’è un’ansia normale, funzionale alla crescita dell’individuo e un’ansia disfunzionale, che provoca disagio e blocca dal punto di vista evolutivo. Questo secondo tipo di ansia è definibile come una condizione fisiologica ed emotiva caratterizzata da una preoccupazione eccessiva, paura ed angoscia per potenziali pericoli o minacce, reali o presunti. Essa genera nella persona ansiosa imbarazzo e vergogna, per il senso di impotenza percepita e per l’impossibilità di mantenere un potere personale e una posizione attiva rispetto alla gestione delle emozioni e alla soluzione di problemi. Determina inoltre un grande limite alla libertà personale, non solo perché si teme che un attacco possa ripetersi senza poterlo prevedere e fermare (con la conseguenza di evitare situazioni che si pensa possano innescarla), ma anche perché si ha paura del giudizio altrui, aspetto che condiziona rispetto alla possibilità di condividere con i propri cari questo vissuti.

Chi sperimenta l’ansia cerca in tutti i modi di farvi fronte attraverso spiegazioni razionali, collegando il sintomo ad un fatto reale, nell’illusione di mantenere il controllo sulla propria vita. Per comprendere l’ansia, occorre tuttavia andare oltre il concreto e la logica e spostare lo sguardo sul piano simbolico, che è sempre soggettivo. Da un punto di vista psicodinamico, il sintomo ansioso si manifesta quando emozioni o parti di noi inascoltate, trascurate, messe da parte o rimaste in silenzio fino a quel momento, chiedono spazio e cercano di trovare una via di uscita per esprimersi. Quando il sintomo ansioso esplode, magari anche attraverso un episodio banale o poco rilevante, non è più possibile evitare di ascoltarlo, dal momento che irrompe nella vita, occupando la scena e lo spazio mentale. Il sintomo rappresenta quindi il modo in cui una parte di noi tenta disperatamente di farsi guardare più da vicino e di far ascoltare un messaggio, fino ad allora messo a tacere, bypassato tramite la messa in atto di tentativi più o meno efficaci di autoregolazione, spinti dal senso di responsabilità, dal bisogno di proteggersi, di sopravvivere, per gestire la propria esistenza. È importante ricordare che l’ansia, anche se causa sofferenza e dolore, non arriva per distruggere, ma rappresenta un campanello d’allarme e si manifesta proprio nel momento in cui si è finalmente pronti ad occuparsi di se stessi, dei propri bisogni e desideri, delle proprie parti sofferenti. Occorre allora imparare ad accoglierla, nonostante il dolore che inevitabilmente porta con sé, ed essere pronti a darle un significato, accompagnati da un professionista che possa aiutare ad entrare in contatto con parti scomode ma estremamente autentiche, ad ascoltare le ferite, accettare la propria fragilità, per ricominciare a vivere in libertà, partendo dalle emozioni più profonde e dalle proprie risorse personali.

Dott.ssa Caterina Foti

Psicologa, Psicoterapeuta a Carate Brianza e Desio (MB).

N. Ordine Psicologi della Lombardia 03/9153

Per informazioni: caterina.foti30@gmail.com

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