L’AMORE TOSSICO: IL PARTNER NARCISISTA

Può capitare, quando si inizia una relazione con un nuovo partner, di avere la sensazione di vivere una favola, di avere incontrato finalmente qualcuno in grado di farci toccare il paradiso con un dito. L’altro sembra affascinante, carismatico, ipnotico, passionale, capace di farci sentire desiderati e importanti. Tuttavia, col tempo, questa stessa persona, che fino a poco tempo prima, diceva di amarci e ci metteva al primo posto, in modo subdolo comincia ad essere svalutante e critica. Nella relazione avvertiamo sempre più la sensazione di essere ignorati, respinti, non ascoltati, di non essere all’altezza, di non valere. Sperimentiamo a volte indifferenza, a volte un giudizio feroce del partner corrosivo per la nostra autostima, a volte l’idea di essere invisibili o nel peggiore dei casi calpestati da chi amiamo. L’altro riesce a farci sentire in colpa, sbagliati, se proviamo a legittimare i nostri bisogni e i nostri desideri. Fino a quando, senza spiegazioni plausibili, veniamo allontanati o lasciati, senza considerazione alcuna per i nostri sentimenti. Una relazione di questo tipo è sicuramente tossica e distruttiva e probabilmente abbiamo a che fare con un partner narcisista.

Il narcisismo, inteso come amore e attenzione per se stessi, può essere sano quando consente lo sviluppo di quell’empatia necessaria ad occuparsi dell’altro e amarlo. Nella sua forma patologica invece è un disturbo di personalità. Il narcisista, contrariamente a quanto mostra, è una persona caratterizzata da un’autostima estremamente fragile, schiava dell’approvazione sociale, incapace di autenticità e di conoscere l’altro in modo profondo, perché per l’altro, in realtà, non prova un reale interesse, se non per il fatto che l’altro può riuscire ad appagare i suoi bisogni. Durante l’infanzia ha subito ferite da una o entrambe le figure genitoriali, che non state in grado di offrirgli un riconoscimento come persona dotata di valore, aspettative e desideri, né di rispondere adeguata mente ai suoi bisogni e alle sue richieste. Il narcisista è un bambino che non è stato visto, se non per il fatto di essere un’estensione dei genitori. Non può che compensare questa mancanza con un’immagine di sé grandiosa e idealizzata, che nega il bisogno dell’altro, per il timore di essere nuovamente ferito, che nasconde un feroce senso di inadeguatezza, che in realtà è il suo nucleo più autentico. Il narcisista indossa una corazza per difendersi da emozioni e sentimenti che lo spaventano e che possono destabilizzarlo. Da cosa è possibile capire se la persona che cui abbiamo una relazione è un narcisista?

  • Focus su di sé: vuole stare perennemente al centro dell’attenzione, essere il fulcro di ogni conversazione, incapace di concedere al suo interlocutore la possibilità di esprimere il suo punto di vista per non essere contraddetto, anzi se l’altro ci prova, lo interrompe per riportare su di sé il discorso

  • Teatralità: mette in atto comportamenti estremamente positivi e generosi solo per impressionare, riempirà il partner di attenzioni in modo plateale per conquistarsi la sua fiducia e dimostrare agli altri di essere inarrivabile

  • Manipolazione e sfruttamento: il narcisista usa l’altro per soddisfare solo ed esclusivamente i propri desideri; è abilissimo nel far leva sulla scarsa autostima del partner o sul suo senso di colpa, enfatizzando i sacrifici e le rinunce che crede di aver fatto in nome del rapporto di coppia, arrivando perfino a negare cose dette o fatte, attribuendo ogni responsabilità al partner, accusandolo di aver frainteso i suoi atteggiamenti o le sue intenzioni, se non addirittura di essere bugiardo

  • Mancanza di empatia: per il narcisista i bisogni dell’altro non esistono, anzi sono considerati ridicoli e inconsistenti, illegittimi, privi di logica, pertanto è incapace di mettersi nei panni del partner e comprendere i suoi sentimenti

  • Disprezzo: il narcisista considera l’altro inferiore, fa di tutto per farlo sentire tale e per sottolineare la sua mancanza di valore, enfatizza i difetti dell’altro, che non riesce a sopportare e che critica continuamente

  • Grande stima di sé: crede di essere unico, speciale, ritiene che tutto gli sia dovuto e che le sue aspettative debbano essere soddisfatte nell’immediato, ha fantasie, di successo, bellezza e amore ideale

  • Irascibilità e prepotenza: si offende facilmente di fronte a critiche reali o presunte, sentendosi attaccato nell’autostima risponde con la critica feroce per annullare l’altro e minare il suo senso di sicurezza; quando le sue aspettative non vengono soddisfatte diventa freddo o distaccato o risponde col silenzio per ripristinare il proprio potere nella relazione ed esercitare il controllo sull’altro

Una persona con caratteristiche di questo tipo rappresenta il narcisista overt, cioè quello manifesto, con un Sé grandioso. Esiste tuttavia una seconda tipologia, il narcisista covert. Un partner chiuso, timido, socialmente isolato, modesto, apparentemente sensibile ed empatico potrebbe indurci a credere di avere a che fare con una persona capace di nutrire un genuino interesse per noi e gli altri e di amare. In realtà non è così, perché questo tipo di persona non riesce ad avere una relazione duratura, in quanto dominato da un’immagine di sé carica di vergogna, da un’ invidia segreta e non espressa per le persone che lo circondano (partner compreso), dalla scarsa consapevolezza degli effetti del suo comportamento sull’altro e dall’incapacità di trarre soddisfazione dall’amore che gli si può offrire, perché non viene percepito come aderente alle sue aspettative, illimitate e irrealistiche.  L’altro non viene visto come un oggetto d’amore, ma solo ed esclusivamente come strumento di compensazione per le proprie carenze.

Cosa fare se ci si rende conto di essere intrappolati in una relazione distruttiva con un partner narcisista?

Idealmente sarebbe importante aiutarlo a prendere consapevolezza delle sue difficoltà, per maturare la decisione di un percorso terapeutico. La realtà è che un narcisista difficilmente sarà disponibile a chiedere aiuto, perché non è disposto a mettersi in discussione e difficilmente cambia, soprattutto per qualcun altro. Il narcisista riesce a stare nella relazione solo ed esclusivamente alle sue regole. Se il partner è un narcisista covert, è più probabile che cerchi un supporto psicologico, ma non tanto per migliorare il proprio modo di vivere le relazioni e di stare in coppia, quanto piuttosto per far fronte al vissuto di ansia e angoscia generato dal vedere che le proprie aspettative grandiose rimangono perennemente irrealizzate. Occorre pertanto rinunciare all’idea di poterlo aiutare e soprattutto all’idea che possa cambiare, che possa amarci e farci sentire speciali, come all’inizio della relazione. Il narcisista cerca di risucchiare morbosamente e vorticosamente il partner nel rapporto, con insistenza e a volte anche con violenza, pur di non essere abbandonato e rimette in atto sempre le stesse dinamiche, offrendo prima amore, poi possesso, persecuzione o denigrazione. La cosa migliore, per salvaguardarsi, è troncare la relazione, evitando ogni tipo di contatto per non essere nuovamente risucchiati, feriti, umiliati. Non rinunciare ai propri affetti (che il narcisista ci avrà abilmente spinto ad allontanare, nel tentativo di isolarci), chiedere il sostegno di amici e parenti, ancor di più il supporto di uno psicoterapeuta che possa aiutare a comprendere le dinamiche disfunzionali del rapporto, le motivazioni profonde che ci hanno legato ad un partner di questo tipo, a ricostruire l’autostima, ritrovare l’equilibrio perduto e quella forza necessaria per troncare una relazione letale, che deteriora le risorse personali e non offre nulla di positivo e gratificante. A perdonare prima di tutto se stessi, per non aver colto prima i segnali di una relazione tossica. Poi a perdonare il narcisista, grazie alla consapevolezza che si tratta pur sempre di un bambino ferito e frustrato, che purtroppo non potrà mai amare incondizionatamente qualcun altro, perché lui stesso non ne ha potuto fare esperienza.

Dott.ssa Caterina Foti

Psicologa, Psicoterapeuta a Carate Brianza e Desio (MB).

N. Ordine Psicologi della Lombardia 03/9153

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